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Disturbo Ossessivo Compulsivo

Nel libro di Capitan Uncino si racconta che un gigante coccodrillo fosse temuto da tutta l’Isola Che Non C’è. I pensieri della paurosa creatura erano sempre indirizzati a Capitan Uncino ed al desiderio fisso di mangiarselo, non riusciva a pensare ad altro e i suoi comportamenti erano esclusivamente volti al suo obiettivo.

Nel disturbo ossessivo-compulsivo, la persona tenta di ignorare o di sopprimere le ossessioni, cerca di non pensarci ma, pensare di non pensare è già pensare! Inoltre, mette in atto una compulsione, un rituale volto a prevenire un evento, a riparare un fatto accaduto o a propiziane uno favorevole. Un esempio di compulsione? Lo schiocco ripetitivo della coda sull’acqua, lo sbattere irrefrenabile degli occhi, oppure lo strofinarsi la lingua tra le fauci. Se questo vale per il Coccodrillo, per una persona le compulsioni sono comportamenti stereotipati, costanti e irrinunciabili che servono a sedare l’ansia.

Le compulsioni possono essere anche mentali: ripetere un mantra mentalmente, ripetere una sequenza numerica o delle parole.

Se il dramma del Coccodrillo sull’Isola Che Non C’è è aver perso di vista ciò che lo rendeva libero e sereno, per una persona che soffre di disturbo ossessivo compulsivo, la vita relazionale, professionale, familiare è limitata da questo comportamento disfunzionale e sofferta in quanto egodistonico (la persona percepisce le sue limitazioni a causa del disturbo). La Terapia Breve Strategica offre soluzioni efficaci in tempi rapidi riportando la persona ad estirpare definitivamente questo “ cancro della mente”.


Dr.ssa Cristina De Magistra
Psicologa Strategica a Ostia Lido


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