• Home
  • Domande & risposte

Domande & risposte

Domanda

Ansia Cronica

Salve, sono Loredana, ho 31 anni e due bellissimi figli di 5 e 7 anni. Da circa sei mesi soffro di attacchi d’ansia, dalla mattina alla sera sento tachicardia e agitazione. Sono esausta…..è come se stessi andando in tilt….. in più con un continuo peso sul cuore. Anche se cerco di rilassarmi per calmare il cuore che batte all’impazzata e ripetere a me stessa che passerà, che è un periodo stressante e arriveranno tempi migliori, sento che la situazione sta peggiorando. Vi prego datemi consigli.

Risposta

Ciao Loredana,

l’ansia è una risposta psicofisiologica in molti casi adattiva in quanto attiva l’organismo di fronte ad un allarme. Fino a una certa soglia ci rende più capaci e reattivi, ma, oltre un certo limite, manda l’organismo in totale stress sia fisico che psichico e provoca l’incapacità di reagire in modo adeguato.

Quando gli attacchi di ansia si intensificano sfociano nel panico in quanto, prestando attenzione al battito cardiaco che senti accelerato, cerchi di controllare la reazione fisiologica che in realtà ti provoca la perdita del controllo. Le sensazioni che percepisci (tachicardia, pressione che sale, sensazione di testa leggera, respiro affannoso ecc.) quando aumentano fanno paura perché non sono controllabili e vai in tilt. È un eccesso di controllo che fa perdere il controllo perché più cerchi di controllare il battito cardiaco, più cerchi di calmarti e più, in realtà perdi il controllo. La paura ti porta ad un’ansia anticipatoria, a mettere in atto precauzioni, a chiedere rassicurazioni agli altri.

Il modello Breve Strategico offre soluzioni pratiche e concrete per superare lo stato di ansia che sfocia nel panico, trasformando le percezioni da disfunzionali a funzionali. Le strategie e le tecniche strutturate e sequenziali, sulla base di specifici obiettivi terapeutici, sono volte alla rottura degli schemi rigidi di percezione e reazione, aumentando la capacità di gestire, in maniera paradossale, la perdita di controllo delle tue reazioni. L’elevata percentuale dei casi di guarigione, con azzeramento delle ricadute, è dovuta, infatti, al cambiamento inteso come un processo di acquisizione di nuove prospettive e di percezione della realtà.


Domanda

Terapia di coppia o separazione

Ciao sono Elsa, ho 35 anni sono sposata da quasi 7 anni dopo un lungo fidanzamento. Abbiamo un bambino 6 anni e una bimba di 4. Gli impegni lavorativi sono tanti e l’impegno dei figli, seppure siano una gioia immensa, ci porta a sera stravolti dalla stanchezza. Ormai siamo arrivati ad un punto in cui non riusciamo più a trovare il tempo per dialogare e figuriamoci trovare un po' di intimità. Ogni volta che propongo di fare qualcosa sabato o domenica lui mi dice che è stanco ma poi non perde occasione di uscire con gli amici, perché il calcetto “è l’unico momento di puro svago fisico e mentale” sono le sue parole. Io purtroppo non sopporto più nulla, sono irascibile perché mi dedico ai figli h24 e mi sento stanca. Ma, soprattutto, non mi sento desiderata da lui, non mi sento apprezzata. Mi sminuisce sempre e mi critica su come educo i figli, su quello che cucino, su come mi comporto nei confronti della sua famiglia…..su tutto! Mentre lui loda se stesso sempre. Gli ho proposto la terapia di coppia o la separazione, ma lui non vuole farla (la terapia) perché dice che io non sarei in grado. Da solo tutta la colpa a me. La terapia di coppia può salvare una situazione già così grave?

Risposta

Ciao Elsa,

La felicità nell’amare ed essere amati è da sempre oggetto di ricerca da parte di ogni individuo.

L’arte di saper vivere deriva dalla capacità di “ rendere migliore ogni istante della vita, da qualsiasi mano del destino ci sia inviato” diceva Georg Lichtemberg. E cosa più dell’amore può rendere migliore ogni istante? E cosa più dei figli rende meraviglioso ogni istante, seppure nella fatica di accudirli quando sono piccoli? Quando il rapporto di coppia si trasforma in un rapporto di solitudine con l’altro che è presente ma in realtà non ci dedica attenzioni e considerazione, quando ogni gesto premuroso diventa scontato, ogni carezza superflua, ogni bacio indifferente, allora il campanello d’allarme è d’uopo. In nome dell’amore si cercano le motivazioni razionali e si “sopporta” nella speranza che arrivino tempi migliori in un cui il marito non è tanto impegnato con il lavoro o irascibile perché i bambini fanno troppo baccano.

Un modo per cominciare a dialogare strategicamente è : se vuoi ottenere comincia con il domandare piuttosto che col proporre. Ad esempio chiedendo: ”come mai non mi consideri abbastanza?”” Ultimamente non mi dedichi molta attenzione perché ho sbagliato qualcosa o non mi ritieni all’altezza?”” Tu pensi che i problemi tra di noi siamo emersi da errori che ho commesso senza rendermene conto o li abbia commessi in maniera deliberata?”

Senza accusare o rimproverare si favorisce il dialogo costruttivo.

Un modo per ripristinare momenti di armonia è evocare sensazioni piacevoli nell’altro attraverso narrazioni dei bei momenti trascorsi che ricreano l’alchimia o concedersi una serata insieme lasciando i figli ai nonni o alla baby sitter. Concedersi una o due volte al mese degli attimi di condivisione: una gita voi due, una cena, un’attività che piace ad entrambi per amarvi, sentire le vibrazioni e ricordarvi perché vi amate e vi siete scelti. Ovviamente la scelta di amare e impegnarsi per recuperare e chiarire deve essere bidirezionale: la coppia è coppia finchè entrambi si ritengono indispensabili l’uno per l’altra.


Domanda

Disturbi dell’umore

Buongiorno,
ho una domanda forse un po' troppo generale ma che ritengo importante: come si possono prevenire disturbi quali la depressione, problemi di autostima, isolamento e ansia? Esiste una super ricetta del benessere psicologico?
Chiedo ciò perché purtroppo ho a che fare con tutti questi problemi e a volte mi chiedo se non sia il risultato di un mio modo di vivere le cose e di organizzare le mie giornate (oltre ai miei pensieri). Grazie mille per la vostra disponibilità!

Risposta

Parto dal presupposto che non esiste una ricetta magica della felicità, non esiste una pillola che ti fa crescere l’autostima, non esiste un libro o un corso che magicamente ti offre tutte le soluzioni ai problemi della vita. Voglio essere onesta evitando di dare false illusioni che, inevitabilmente, conducono sul sentiero della delusione, sentiero che non ti porta ad apprezzare un bel panorama sulla vetta ma a sentire solo frustrazione. TU e solo TU sei l’artefice del tuo destino. È molto difficile analizzare ed essere consapevoli di tutti i nostri processi mentali, dare una spiegazione razionale al perché sentiamo ansia o depressione, perché vogliamo isolarci piuttosto che relazionarci ecc. È, invece, più semplice osservare le azioni che ripetiamo costantemente, i nostri copioni comportamentali e valutare quali sono gli esiti dei nostri comportamenti. Questo passaggio fondamentale ci fa comprendere quali sono le nostre modalità reattive a determinate circostanze che ci conducono all’insuccesso. Che cosa significa questo in termini concreti?

Analizzando quelle soluzioni fallimentari che metti in atto che, magari un tempo funzionavano ma poi, cambiando le circostanze e le situazioni, non funzionano più, sostituendole con nuove modalità percettive e reattive, il comportamento si trasforma da disfunzionale a funzionale. Se cambiano le nostre modalità di percepire la realtà, cambia il modo in cui reagiamo alla realtà e questo costituisce un cambiamento concreto. Come diceva il filosofo Berkley “ non siamo vittime delle circostanze, siamo artefici delle circostanze”.


Domanda

Panico

Buongiorno. Sono Miriana, ho 23 anni e da circa 7 mesi ho sviluppato un disturbo da panico, a seguito del mio primo attacco di panico mentre stavo guidando da sola.

Ho un po' tutte le paure tipiche di chi sviluppa questo disturbo: paura di stare da sola, senso di agitazione quando sono in fila, in auto, se faccio sport o le scale (quindi sento il battito accelerato e mi spavento) e nei luoghi chiusi (in ascensore ma anche al centro commerciale), oltre ad ogni volta che sono in ospedale per fare visite o esami.

Sono seguita da una psicoterapeuta e a volte svolgiamo la tecnica dell'EMDR.

Ho sicuramente avuto qualche miglioramento ma ogni volta che ho una ricaduta mi sembra di tornare al punto di partenza e mi demoralizzo davvero tanto, oltre che a preoccuparmi di non "guarire" mai. Fatico ad associare la me di oggi con la me di 8 mesi fa: non mi sento più la stessa.

Mi rendo conto di iniziare a pesare molto sulla mia famiglia, in particolare su mia madre, che ormai è sempre la mia accompagnatrice. Mi sento inutile ed incapace. Ho poca voglia di uscire con gli amici quindi tendo sempre a rifiutare le loro proposte dicendo di essere impegnata con l'università.

Sono consapevole che questi atteggiamenti non fanno altro che peggiorare il mio disturbo e portarmi a chiudermi troppo in me stessa, però i miei pensieri negativi ed ansiosi hanno sempre il sopravvento.

Le mie domande sono:

1. Potrò mai uscirne?
2. Come posso minimizzare i pensieri catastrofici e l'ansia anticipatoria? Scriverli e ridicolizzarli potrebbe aiutare?
Vi ringrazio tanto

Risposta

I sintomi che descrivi corrispondono a quelli di un attacco di panico. Il battito cardiaco, il riflesso elettrogalvanico e la respirazione portano l’organismo a un vero e proprio tilt fisiologico e mentale perché l’attacco è connotato da un’escalation dei parametri dell’ansia in cui hai la sensazione di “testa leggera” e di perdita di lucidità.

Nella terapia breve strategica, si utilizzano specifiche tecniche per bloccare l’escalation del panico così da farlo cessare immediatamente, riducendo anche la sensazione di allarme. Cominciando poi, gradatamente ad affrontare con successo le situazioni che prima ti spaventavano come guidare la macchina, andare in ascensore o al centro commerciale, cambierà la percezione e imparerai a gestire al meglio le reazioni. Proprio queste esperienze concrete che riaffronterai con successo contribuiranno a scardinare l’ansia anticipatoria e i pensieri catastrofici. La fase successiva è focalizzata sul consolidamento delle risorse e della fiducia in sé stessi, con l’acquisizione di un novo equilibrio basato sull’autostima, sull’ acquisizione di nuovi modi di percepire la realtà. Se potrai mai uscirne? Vale l’affermazione di W. Shakespeare: “Non c’è notte che non veda giorno”.


Domanda

Disturbi alimentari

Ciao, il mio nome è Sara e ho 20 anni. Da quando ero ragazzina ho sempre fatto diete su diete. A scuola ero soprannominata la “specialista delle diete”.

Io ho sempre pensato di essere una bella ragazza….ma se il peso era sotto controllo e la bilancia mi sorrideva, altrimenti, se la mattina la bilancia segnava qualche etto in più, la mia autostima crollava vorticosamente.

Mi ricordo che avevo circa 16 anni e durante la lezione di educazione fisica, facendo un giro di corsa, ho iniziato a non sentire più e a non vedere più, sono caduta a terra perché ho avuto un calo ipoglicemico. In realtà erano due giorni che bevevo solo acqua allungata con qualche goccia di succo di frutta.

Ho sempre alternato le mie abbuffate a giorni di digiuno per ” rimettermi in riga”. Ora, arrivata alla mia età mi sono resa conto che è un circolo vizioso dal quale non riesco ad uscire. Ci sono dei giorni in cui mi mangio qualsiasi cosa perché perdo il controllo ma poi mi sento così in colpa che mi metto a dieta ferrea per consumare quello che ho accumulato. Non riesco proprio a trovare l’equilibrio nei pasti, nel peso, nella vita.

Risposta

Ciao Sara, dici di essere molto “esperta” di diete e conteggio delle calorie. Ti sei mai posta la domanda: “Perché faccio una dieta che ritengo efficace ma poi si trasforma inevitabilmente in una perdita di controllo? Perché più ho il divieto di mangiare certi cibi e più li desidero? Perché il mio peso è come uno Yo-Yo?”. Sicuramente tante volte ti sarai detta “sono perennemente a dieta e ingrasso!”

I disturbi dell’alimentazione come l’anoressia, la bulimia nervosa e binge eating (disturbo da alimentazione incontrollata) sono un problema crescente e l’esordio è sempre più precoce, infatti racconti che già a 16 anni ti privavi di molti cibi per compensare le abbuffate.

Il Modello Breve Strategico utilizza stratagemmi capaci di trasformare il circolo vizioso in circolo virtuoso, interrompendo quella spirale patogena che fino a quel momento ha condotto al fallimento costante di tutte le diete. Ciò che innesca la spirale perversa in cui ti senti risucchiata è proprio il tentativo di controllare il piacere, di importi limitazioni e divieti , perché si innesca a livello psicologico una voglia travolgente, infatti dici di non riuscire a trovare un equilibrio. Ecco allora che la dieta funziona per un po' ma poi inevitabilmente il successo costruisce l’insuccesso. Citando Sant’Agostino: ”nessuno può vivere senza il piacere” e, per questo, l’obiettivo per un equilibrio duraturo nel tempo, è interrompere la trappola mentale dell’ossessione del cibo recuperando il vero piacere di mangiare perché “ se te lo concedi puoi rinunciarvi se non te lo concedi diventa irrinunciabile”. O. Wilde.



Dr.ssa Cristina De Magistra
Psicologa Strategica a Ostia Lido


P.I. 16131421006
© 2021. «powered by Psicologi Italia». È severamente vietata la riproduzione, anche parziale, delle pagine e dei contenuti di questo sito.
www.psicologi-italia.it